The catalogue of restaurants of Russia  


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San Pietroburgo



SAINT PETERSBURG

La Venezia del nord, la Palmira del nord, la Sinfonia di pietra – così si chiama San Pietroburgo. Nonostante tutti i paragoni e la sua gioventù la nostra città è originale, ha una storia abbastanza piena di eventi ed è un vero deposito di tesori di cultura ed arte , anzi, non solamente quelli russi ma anche internazionali. Insieme agli architetti russi alla sua immagine lavoravano gli architetti e pittori francesi, italiani, inglesi, tedeschi. Intorno alla città come una collana stupenda si sono estesi le città di Puškin, Pavlovsk, Gatcina, Petergof, Lomonossov, che furono creati come le residenze dello zar. Un numero enorme di turisti viene ogni anno per godere la vista dei loro complessi di palazzi e parchi e la ā€œmusica immobileā€ dell’architettura della capitale del Nord stessa. Siamo sempre lieti di accettare gli ospiti e cerchiamo di mostrare il migliore di quello che c’è. Nella Russia si dice che ā€œla bellezza di una casa non è nei suoi angoli, ma nel suo ciboā€ ed anche che ā€œbisogna prima dare da mangiare all’ospite e tranquillarlo e solo dopo di questo cominciare una conversazioneā€. Sarà un peccato se voi, durante la vostra visita alla Russia, non proverete il famoso boršč russo, blinis, medovukha ed altri piatti e bevande che non anno analogie. Oppure se visitate San Pietroburgo e non provate la kascia alla Gurijev (inventata dal famoso ministro delle finanze), filetto alla Stroganov, patate alla Puškin o piatti ā€œdello zarā€ preparati secondo ricette antiche della cucina dell’imperatore. Nella nostra città avrete la possibilità di conoscere anche la cucina delle ex-repubbliche sovietiche: ucraina, armena, bielorussa, georgiana, usbeca. In generale, oggi a Pietroburgo si può trovare praticamente ogni tipo di cucina: italiana, francese, americana, indiana, araba, scandinava, messicana, cinese, giapponese, africana. SAINT PETERSBURG Molti turisti preferiscono di mangiare negli ristoranti alberghieri per ragioni della garanzia di sicurezza e qualità. Però il programma delle visite guidate può essere così intenso che varrà la pena di avere l’informazione sui caffè o i ristoranti della città dove si possa avere velocemente uno spuntino di qualità, oppure pranzare abbondantemente in un’atmosfera tranquilla e piacevole o riposare la sera a cena guardando un programma interessante. Sul portale informativo RESTAURANT.RU avrete la possibilità di trovare l’informazione più completa del genere dei locali della città (caffetterie, ristoranti, club, casinò): dove si trovano, la loro vicinanza ai monumenti storici oppure alberghi dove vi siete fermati, ed anche l’informazione completa della cucina, delle bibite, dei programmi di sera ed eventi organizzati. Per fare il vostro riposo il più piacevole possibile ed anche per evitare delusioni e situazioni imbarazzanti vi vorremmo fare alcuni consigli. Scegliendo un ristorante fatte l’attenzione a: - dove esattamente si trova; - la forma di pagamento (di solito nei ristoranti della città si paga in rubli russi, controllate a quali locali si accettano carte di credito e quali esattamente); - come vestirsi (a San Pietroburgo non c’è una regola rigida sul modo di vestirsi, non è necessario cambiare l’abito apposta per avere cena, però l’entrata in alcuni locali in abiti sportivi può essere vietata); - se ci sono posti per fumatori (possono essere tavole o sale speciali); - il numero dei coperti nella sale del ristorante (siccome può essere necessaria una prenotazione in anticipo): - se nel ristorante c’è una stanza e menu per bambini, una bambinaia (in molti ristoranti nei giorni festivi ci sono i programmi di divertimento per bambini). A proposito, in Russia la mancia di solito non viene inclusa nel conto, per questo, se siete rimasti contenti dal servizio, potete lasciare il 10% del totale del conto.



La storia della città

MoscaMosca trae le sue origini dal Cremlino che rassomiglia a una spiga di grano che da vita alla capitale di un grande stato. A nord est dell’attuale regione di Mosca sono stati rinvenuti resti di uomini del paleolitico, un accampamento di uomini preistorici di 25 000 anni fa. Ci sono anche testimonianze della presenza umana nella zona di Mosca dell'età del ferro e del bronzo. Nella prima metà del primo millennio nella regione boschiva di Mosca apparvero delle nuove tribù slave di Krivici e di Viatici. Vivevano di caccia e di pesca, e costruirono i primi villaggi cominciando a coltivare la terra ed a produrre oggetti artigianali. Tra questi insediamenti spiccò Mosca, una piccola fortezza sulla frontiera del principato, che in seguito divenne la capitale dello stato russo centralizzato. II nome di Mosca viene menzionato per la prima volta nelle cronache Ā«IpatievskaiaĀ» nel 1147 come luogo di incontro di due principi russi: Yuri Dolgoruki (de Suzdal) e Sviatoslav di Novgorod-Severski. Il primo invita il suo amico ad una festa: Ā«Fratello, vieni a trovarmi a MoscaĀ». I due principi, accompagnati dalle loro druzhinas si incontrano ai piedi di una alta collina. Il principe Yuri, figlio di Monomaco, aveva l'abitudine di fermarsi in questo luogo ogni volta che si doveva recare a Kiev. La data menzionata nella leggenda era accettata in seguito come anno della fondazione di Mosca. Grazie alla sua situazione geografica Mosca ha occupato un luogo importante nella storia della Russia: le vie commerciali la collegavano con le regioni più lontane del paese. I commercianti che si dirigevano verso il Baltico, risalendo il fiume Moskova vi facevano scalo. I moscoviti erano bravi artigiani, lavoratori e imprenditori. Nel 1847 nel corso degli scavi realizzati al Cremlino e nella cattedrale del Cristo Salvatore gli archeologi trovarono un tesoro di gioielli e monete arabe coniate tra il 862 ed il 866. Il Medio Evo fu un’epoca difficile per il paese, che era diviso tra piccoli principi e boiardi, che non volevano riconoscere il potere dei sovrani, appropriandosi terre con la forza. Nei primi anni della sua esistenza Mosca era solamente una fortezza di legno ed un centro del principato di Vladimir-Suzdal come un altro. Sino verso la metà del XIII secolo la vita a Mosca era lenta e tranquilla. La città era amministrata da un tiun, che la governava a nome di un principe. Il principe stesso si fermava a Mosca solo recandosi a Kiev. Però grandi orde mongole - tartare del khan Batyj si riunirono nel 1238 di fronte al Cremlino, dopo aver sconfitto i bulgari del Volga e dopo aver conquistato la città di Riazan. La città fu devastata. Abbastanza presto, comunque vennero ricostruite le nuove mura in legno, chiese, monasteri e case. Il principe Daniel, il primo della dinastia dei principi moscoviti, il secondogenito del principe Alessandro Nevski, ricevette in eredità Mosca e Zvenigorod. Grazie alla sua politica ferma ed attiva, Daniel riuscì ad incorporare nuove terre e città al suo patrimonio. Essendo poi diventato monaco, il principe trascorse gli ultimi anni della sua vita nel monastero da lui fondato nel 1290. Il monastero di San Daniele fu trasformato nel centro della chiesa russa ortodossa ed esiste ancora oggi, essendo la residenza del Patriarca e del Sinodo. MoscaAlla fine del secolo XIII il principato di Mosca comprendeva già le città di Kolomna, Mojaisk, Pereslavl-Zalesski, pur essendo un territorio piccolo ed uno dei principati meno importanti del nord della Russia. La sua situazione, comunque, era favorevole. Siccome ad ovest le terre russe erano sotto la minaccia della Lituania, mentre a sud-est si estendeva l'impero mongolo-tartaro, i rifugiati cercavano ricovero nel centro del paese, cioè a Mosca. La città si trovava anche sull'incrocio delle rotte mercantili. Dovuto a tutto ciò, Mosca cresceva, diventava più ricca e le sue frontiere si espandevano. Nel 1325, Ivan Kalita, un principe intelligente, salì sul trono di Mosca. Facendo regali ai tartari, Ivan Kalita riuscì ad unire i territori intorno a Mosca, aumentando così il valore della città. Come risultato possedeva 97 cittadine, tra cui Vladimir, antica capitale del principato di Vladimir-Suzdal. A quell'epoca tutte gli edifici di Mosca erano di legno, con l’unica eccezione delle cattedrali e i palazzi dei boiardi che erano in pietra. L'estate del 1365 fu molto secca. Il legno della chiesa di Tutti i Santi, scaldato dal sole, fu il primo a prendere fuoco. La fiamma distrusse tutte le case di legno, riducendo in cenere tutta la città, dopo di che il Cremlino venne circondato da una muraglia di pietra bianca che resistette, nel 1368, all'assedio delle truppe del principe lituano Olguerd. In quest'epoca dagli architetti di Pskov furono costruite le prime tre cattedrali di pietra: quelle dell'Assunzione, dell'Annunciazione e del Salvatore. Il principe russo Dimitri Donskoi (il cognome del principe deriva dal nome del fiume Don) che era al potere in quel periodo riprese a lottare contro l'invasione mongolo-tartara. Il 8 settembre del 1380 a campo Kulikovo nella parte alta del Don ebbe luogo una battaglia di grande importanza per il popolo russo. L’esercito russo era quasi tutto sfinito, però riuscì a vincere grazie ad un distaccamento di cavalleria che apparve quando il nemico non se l’aspettava. Malgrado ciò, la Russia visse ancora un secolo sotto il giogo mongolo-tartaro prima di riuscire a liberarsene completamente. La liberazione delle terre russe e la loro riunificazione intorno a Mosca successe durante il regno di Ivan III. Nel 1472 il principe ricevette al Cremlino la sua promessa sposa Sofia PaleoIoga, nipote dell'ultimo imperatore Costantino XI di Bisanzio. Il principe russo si riteneva il suo erede spirituale, l'unico sovrano dello stato ortodosso indipendente. Da quel momento venne chiamato Ā«Yoann, per grazia di Dio, sovrano di tutta la RussiaĀ». Il principe andava a visitare le numerose cittadine e principati che dipendevano oppure erano stati sottomessi da Mosca come Novgorod, Pskov, Vladimir e Tver. Fu a quel periodo che l'aquila a due teste dello stemma di Bisanzio diventò lo stemma di Mosca. Ā«E morta la gallina dalle uova d'oro dei tartariĀ», annunciò il sovrano, rifiutando di pagare il tributo al kan. Nel 1480, dopo che l’esercito russo e mongolo-tartaro si incontrarono sulle rive dell'Ugra, il kan si ritirò senza osare affrontare i guerrieri russi, riconoscendo la sua sconfitta. Il sovrano russo volle circondarsi di una corte degna della sua categoria e del suo potere; così Mosca divenne la capitale di un grande principato, il suo centro spirituale e luogo di residenza del Patriarca. Ivan III inviò i suoi boiardi in Europa per trovare bravi architetti. Di risultato Rodolfo Fioravanti di a Bologna, accettò di lavorare per lo zar russo e si trasferì a Mosca. Il Cremlino subì grandi trasformazioni: si distrussero molte antiche costruzioni per lasciar spazio alle bellissime cattedrali nuove in pietra bianca. Nel 1538, dopo l'improvvisa morte della sua madre Elena Glinska (che sopravvisse solo cinque anni alla morte di suo marito, il principe Vassili III), al trono salì Ivan il Terribile, chi aveva solo otto anni. Ivan non nascose mai l'astio nei confronti dei boiardi che non volevano sottomettersi al potere di un sovrano minorenne. Nel 1547, venne incoronato e ricevette il titolo di zar proprio quando Mosca divenne capitale di tutto il regno. Nello stesso anno la città venne ancora una volta distrutta da un grande incendio. I boiardi fecero circolare la voce che l'incendio fosse stato opera dei Glinski, parenti dello zar dalla parte della madre, che suscitò una sommossa popolare. Ivan IV dovette rifugiarsi nel paese di Vorobiovy Gory da dove diede l'ordine di Ā«disperdere la folla e di uccidere i loro capiĀ». Seguirono anni terribili della lotta continua dello zar contro l'opposizione interna e contro il nemico esterno. Nello stesso tempo Mosca si faceva rispettare dal punto di vista economico e artistico, facendosi chiamare Ā«la terza RomaĀ» ed erede spirituale di Bisanzio. La città si riempì di palazzi in pietra e di cattedrali, l'arte e le discipline artigiane fiorirono, lo zar finanziò la prima tipografia, e stabilì i primi contatti con l'Europa. Il primo ambasciatore inglese arrivò a Mosca per caso dopo essersi smarrito recandosi in India nell'epoca delle grandi scoperte geografiche. I paesi europei cercavano l'accesso verso l'Estremo Oriente. Gli inglesi Moscacominciarono tardi e rivolsero le loro esplorazioni verso il nord. Le navi della spedizione inglese naufragarono e uno dei responsabili della spedizione, Richard Chensler, riuscì a raggiungere la costa. Seppe da alcuni pescatori indigeni che si trovava sulle terre dello zar di Moscovia. Il coraggioso inglese non ebbe esitazioni e si recò a Mosca dove portò a termine una missione diplomatica presso la corte di Ivan il Terribile. Rimase esterrefatto quando si rese conto di non essersi sbagliato molto sulla rotta che portava all'India. Una via fluviale unisce Mosca con il mar Caspio e, seguendo la rotta della seta, si può arrivare ancora più lontano, sino in India. Vennero concessi grandi privilegi ai commercianti inglesi: la Ā«Compagnia MoscovitaĀ», fondata a Londra commerciò con la Persia, l'India e la Cina. I commercianti russi avevano a loro volta il privilegio di commerciare liberamente con l'Inghilterra. Dopo la morte di Ivan il Terribile per Mosca cominciò un periodo difficile: l'intervento polacco con Dimitri il Falso in testa, la rivolta contadina di Ivan Bolotnikov, il tradimento dei boiardi durante l'assedio della città. La capitale venne spazzata via come se lo stato sovrano non fosse mai esistito e tutte le città russe insorsero in sua difesa. Molti patrioti sacrificarono la loro vita come lo aveva fatto Ivan Sussanine. Gli uomini portavano argento e merci, le donne le loro gioie per pagare le armi dell’esercito popolare, riunito da Kozma Minin. Al capo dell’esercito popolare era Il principe Dimitri Pojarski, fermo ed audace. Finalmente, il 26 ottobre del 1612, i polacchi, assediati nel Cremlino, si arresero. Mosca venne liberata, ma rimase in rovine: la Città bianca e Zamoskvorecie furono ridotte in ceneri. Bisognava ricominciare tutto da capo. I rappresentanti di tutte le regioni e strati sociali (il clero, i boiardi, i cosacchi, i mercanti) si riunirono a Mosca per eleggere un nuovo zar. Dopo lunghissime discussioni, il 21 febbraio, Mikhail Romanov, di soli 16 anni, salì sul trono russo; iniziando il regno della dinastia dei Romanov. Più tardi, sotto Pietro I, la capitale venne spostata a San Pietroburgo, ma Mosca continuò ad essere sempre il vero cuore della Russia. La città conservò aspetti nazionali e tradizioni antiche. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1941, la città era circondata dalle truppe di Hitler e i combattimenti erano molto duri intorno alla capitale. 28 uomini eroici riuscirono a resistere a morte per difendere la strada di Volokolamsk. Oggi Mosca è una delle più grandi città del mondo. Si estende da ovest ad est su 30 km e da nord a sud su 40 km. Il territorio della città copre una superficie di quasi 1.000 km quadrati ed è delimitata dall'autostrada periferica lunga 109 m. Mosca si trova al centro di una pianura, ma la città fu costruita su Ā«sette colliĀ»: Borovitskij kholm (Collina della Pineta), Vorobiovy gory (Colline dei Passeri), Sokolinaja gorà (Collina del Falco), Poklonnaja gora (Collina dell’Inchino) e gli altri. Il fiume Moskova attraversa la città, dividendola con il suo affluente Yauza in tre parti praticamente uguali. Oltre a questi due fiumi, Mosca ha circa 200 laghetti e stagni, ma gli ecologisti non sono soddisfatti con lo stato dell'ambiente della capitale. Mosca dispone anche di grandi spazi boschivi: la Circonvallazione dei Boulevard, i parchi Gorki, Sokolniki, Ismailovo, Fili, Bitsa, etc. Nelle nuove zone della città, accanto ai parchi, si trovano grandi complessi residenziali. Nonostante la sua storia secolare e i grandi cambiamenti di questi ultimi tempi, Mosca ha conservato le sue caratteristiche tradizionali e originali.

 


 

 
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